Presentato il libro “Pane, amore e Maria” dell’avvocato e scrittrice Rita Parentela: un confronto vivo su diritti, memoria e protagonismo femminile

Un pomeriggio intenso di riflessione e confronto presso il Centro Sociale Fasano di Catanzaro, ha accompagnato la presentazione del libro Pane, amore e Maria, scritto dall’avvocato e autrice Rita Parentela. L’incontro si è trasformato in un momento di dialogo autentico sui temi della cittadinanza, delle libertà di scelta e del ruolo delle donne nella società contemporanea.
Partendo dalle pagine del volume, i relatori Marco Angilletti, scrittore, Francesca Falcone Docente Unical e la Giornalista Maria Rita Galati, hanno attraversato questioni profonde e attuali: il rapporto tra vincoli sociali e libertà individuali, il lavoro di cura, la memoria delle donne e il riconoscimento di un protagonismo femminile che spesso non passa dalle forme più visibili dell’azione pubblica ma che, nella quotidianità, contribuisce a sostenere la vita sociale e le comunità.
Nel corso dell’incontro è emerso come i vincoli di genere non appartengano soltanto al passato. Oggi raramente si manifestano attraverso divieti espliciti, ma si presentano piuttosto sotto forma di aspettative sociali, carichi familiari e condizioni materiali che restringono il campo delle possibilità, rendendo talvolta l’adattamento una normalità silenziosa.

La discussione ha toccato anche il tema della cittadinanza attiva e della partecipazione alla vita pubblica. Si è riflettuto su chi si sente legittimato a prendere parola, a partecipare al dibattito pubblico, a esprimere dissenso e a compiere scelte consapevoli. In questo quadro, l’accesso a competenze e risorse è stato indicato come elemento decisivo: può generare alleanze e relazioni solidali, ma può anche produrre asimmetrie e nuove forme di dipendenza.
Particolare attenzione è stata dedicata al valore del voto come conquista fondamentale, ma anche alla distanza che talvolta separa il diritto formale dalla possibilità reale di esercitarlo. Perché i diritti, è stato sottolineato durante il confronto, diventano vita solo quando esistono condizioni concrete per praticarli: autonomia economica, tempo disponibile, accesso alle informazioni e reti sociali di sostegno.

L’incontro ha infine aperto una riflessione più ampia su cosa riconosciamo come “politico” e come “storia”. Un interrogativo che invita a guardare con maggiore attenzione alla dimensione della cura, alla tenuta quotidiana delle relazioni e a quel lavoro spesso invisibile che rende possibile il funzionamento della società.
Tra interventi appassionati e testimonianze personali, la presentazione di Pane, amore e Maria si è trasformata così in uno spazio di ascolto e di condivisione, capace di restituire dignità e centralità a temi che attraversano la vita di molte donne ancora oggi.
Una giornata che ha lasciato il segno tra i partecipanti, confermando quanto il dialogo culturale e civile possa diventare occasione di crescita collettiva e di rinnovata consapevolezza.

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