Agenda Urbana Catanzaro, presentati i quattro progetti targati Arci Calabria, Fondazione Città Solidale e Co.Ri.S.s

Agenda Urbana Catanzaro, presentati i quattro progetti targati Arci Calabria, Fondazione Città Solidale e Co.Ri.S.s

Arci Calabria, Fondazione Città Solidale e Co.Ri.S.s pronti per un Natale da record. Fanno riferimento a queste realtà, in effetti, ben quattro dei dodici progetti per il Sociale, finanziati con i fondi del programma Agenda Urbana, che stanno per partire.

Sullo sfondo un 2023 da dedicare agli ultimi e strutturare su idee e principi ben saldi come ha dimostrato la conferenza stampa di presentazione che si è svolta stamane nella Sala concerti di Palazzo di Nobili.

Anche la location, insomma, è servita a ufficializzare una collaborazione tra Comune e associazioni che viaggia sul binario della continuità pure con l’amministrazione targata Nicola Fiorita. Soltanto gli impegni legati all’ondata di maltempo, d’altronde, hanno tenuto lontano il sindaco da una conferenza stampa che, tra gli altri, ha comunque visto la presenza dell’assessore alle Politiche sociali, Venturino Lazzaro, del presidente del Consiglio comunale, Gianmichele Bosco, del responsabile di Agenda Urbana, Antonio De Marco, e nelle battute finali anche del dirigente comunale Antonino Ferraiolo.

E rompere il ghiaccio è toccato al portavoce del Forum del Terzo settore Catanzaro-Soverato nonché presidente regionale di Arci Calabria,Giuseppe Apostoliti, che – parlando di «giornata importante per il capoluogo di regione» – non ha fatto alcun mistero della sintonia ormai consolidata con De Marco così come dei successi ottenuti da quasi tutte le associazioni del Forum per quel che concerne Agenda Urbana. Il coinvolgimento c’è e si vede come dimostra pure la Casa del Terzo settore che per Apostoliti rappresenta «un grande segno di riconoscimento», ma forse soprattutto – come da lui stesso ricordato – dal fatto che «mai Catanzaro ha visto tante risorse impegnate nell’inclusione sociale, nella disabilità, e nella lotta contro disagio e fragilità». Oltre 36 i milioni di euro impiegati nel totale senza trascurare la velocizzazione delle procedure rispetto alle quali però è stato il dirigente Antonino Ferraiolo a chiarire come «ci sia anche da scongiurare il rischio di una sorta di Freccia Rossa messa in movimento su un binario unico e senza elettrificazione che la porterà a sbattere». Ma la soddisfazione c’è e se Apostoliti l’ha esplicitata Antonio De Marco l’ha raccolta svelando come per quel che riguarda il Fondo sociale europeo «Catanzaro ha mostrato i muscoli, la Regione ha accettato la sfida convinta che non ce l’avremmo fatta e invece abbiamo dimostrato che si può fare». In effetti, quella andata in scena è stata una corsa contro il tempo vinta da Catanzaro, ma non da Reggio Calabria e Cosenza. Questo si è evinto dalla ricognizione tracciata proprio da De Marco in un intervento che ha, in qualche modo, fatto da apripista all’intervento dell’assessore alle Politiche sociali, Venturino Lazzaro, il quale di Arci Calabria, Fondazione Città solidale e Co.Ri.S.s ha parlato come delle «tre associazioni più significative del Terzo settore». Occhi puntati, dunque, sulle aree più disagiate del capoluogo di regione con l’assessore Lazzaro deciso ad affrontare di petto questioni complicate sulle quali una sintonia pressoché totale è emersa con quanto detto in sala dal numero uno dell’aula rossa, Gianmichele Bosco, da parte sua determinato a «coltivare l’obiettivo di ridurre le distanze cambiando la mentalità e la cultura». Da qui un secco no a un recupero edilizio che rimanga fine a se stesso perché quello immaginato e voluto da Bosco è piuttosto «un recupero sociale». Un’unità di intenti concreta è emersa anche tra l’assessore Lazzaro e il presidente del comitato territoriale dell’Arci, Rosario Bressi, per quel che concerne la necessità di andare oltre all’assistenza proprio investendo in cultura.

E sarà forse anche per questo che in pole position c’è quello che il presidente di Fondazione Città Solidale, Padre Piero Puglisi, ha definito «il bisogno di fare rete per individuare uno stile che sia al servizio del territorio e raggiunga quante più persone possibili». Sullo sfondo, dunque, una collaborazione consolidata che ha portato il presidente della cooperativa sociale Co.Ri.S.s, Salvatore Maesano, ad allargare l’orizzonte svelando come l’intesa abbia già prodotto risultati anche sul fronte della povertà educativa visto che – ha precisato – «sono attesi a giorni i decreti che riguardano tre progetti a ciò dedicati». 

I progetti ai nastri di partenza

Social innovazion hub

«Duecentomila euro per realizzare interventi a favore di famiglie disagiate e soggetti fragili». Così Luisa Caronte, progettista Arci, ha sintetizzato il progetto che vede come capofila proprio l’Associazione ricreativa e che punterà l’attenzione su 70 famiglie del centro storico che saranno destinatarie di un voucher per l’acquisto di materiale didattico e di un buono per attività sportive. Saranno entrambi di 100 euro, ma per dieci soggetti svantaggiati il progetto prevede un voucher di 500 euro erogato per quattro mesi sotto forma di tirocini. Assistenti sociali, educatori, psicologi e operatori di sportello saranno invece l’anima di un Centro d’ascolto attivato in via Carlo V.

La casa di Joel

È il progetto, guidato da Fondazione Città Solidale che si occuperà di povertà estrema e che – come spiegato da Padre Piero Puglisi – «è incentrato sull’accoglienza degli ultimi in un grande appartamento messo a disposizione dell’arcidiocesi e ristrutturato di tutto punto» Tanti e diversi gli obiettivi di un progetto che mira a mettere i disagiati nelle condizioni di riprendere in mano la propria vita e che è rivolto a tutti i comuni dell’Ambito.

Job in progress e Coltiviamo inclusione

Sono i due progetti di cui è capofila la cooperativa sociale Co.Ri.S.s. Come spiegato dal presidente Salvatore Maesano «si tratta di due iniziative da realizzare in stretta collaborazione con l’assessorato alle Politiche social e con l’agenzia per l’impiego. Nel dettaglio si tratta di due progetti mirati l’uno  all’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati e l’altro a dare una possibilità lavorativa ai diversamente abili.

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